Il Cristo di Arzerello

CRISTO_ArzerelloNel maggio 1550 i buoi di tale Antonio Lorenzetto, che stavano arando non lontano dall’abitazione di Pietro Dotto de’ Dauli, si fermarono d’improvviso e piegarono le ginocchia. In quel punto, sotto terra, fu portata alla luce una statua lignea del Cristo, sepolta probabilmente per preservarla dalle incursioni militari che ripetutamente avevano sconvolto la Saccisica mezzo secolo prima. Poco distante dal luogo della scoperta era stata costruita nel 1495 una chiesa intitolata alla Madonna Addolorata:  fu immediato interpretare l’episodio come il desiderio di Gesù di unirsi alla Madre.

La località in cui venne riportata alla luce la statua è oggi chiamata “il Cristo”, ma all’epoca del ritrovamento era nota come Arzere di Donna Anna. Vi sorgeva una chiesetta, citata già nel 1088, dedicata alla Natività di Maria, alla quale forse apparteneva la statua, per fortuna prudentemente sotterrata: l’edificio fu in effetti distrutto e l’opera si forse salvò, ma se ne perse memoria. Pietro Dotto fece erigere una nuova cappellina; nel 1624 gli oratori e i fondi annessi furono acquistati dal veneziano Giovanni Mazzocco, che abbellì l’oratorio del Cristo facendone dipingere la volta con affreschi di scuola veneziana del 1624 (rimaneggiati successivamente) che rappresentano scene della Passione di Gesù e della Vita della Vergine e gli Evangelisti nella volta.
Per testamento, nel 1751 le proprietà furono trasferite alla Scuola di San Rocco di Venezia, che fece decorare – forse dal tiepolesco Giuseppe Angeli – la prima campata del portico che, frattanto, era stato addossato alla cappella per dare riparo ai numerosi fedeli che continuavano ad accorrere alle celebrazioni. Aolo nel 1904 fu eretto, a fianco della cappellina, un nuovo tempio in stile neo-romanico,con altare dedicato all’Immacolata, lasciando intatti il vecchio oratorio per non danneggiare le opere d’arte. Dopo un periodo di abbandono, tra il 2000 e il 2003 sono stati eseguiti i restauri che hanno riportato il santuario all’antico splendore.

CRISTO_Arzer-extQuanto alla statua venerata, esposta entro la medesima cassa di quercia nella quale fu sepolta, rappresenta il Salvatore circondato dagli strumenti della passione, incisi sui pilastri dell’edicola. Dal punto di vista iconografico essa non raffigura l’Ecce homo, in quanto le mani e i piedi di Gesù appaiono già trafitti dai chiodi, ma piuttosto l’Uomo dei dolori, il Cristo che con pazienza infinita regge su di sé la sofferenza e i peccati del mondo.
Tra le opere d’arte, lungo la parete sinistra della navata maggiore sono appese le quattro tele superstiti di un ciclo di dieci (le altre sono state trafugate) dipinto del 1676 del maestro tedesco Michael Ritter e avente come soggetto alcuni episodi della vita di Gesù tra cui la Guarigione del paralitico calato dal tetto e la Lavanda dei piedi.

Devozione: dal 1631 ad Arzerello si svolge una processione votiva all’oratorio del Cristo, alla cui protezione i fedeli della piccola frazione si erano fervidamente raccomandati in quell’anno a protezione dalla peste. Anticamente si celebrava il primo lunedì di maggio, nel 1970 fu fissata al 1° maggio. Alle 17 la comunità si raduna presso la parrocchiale dell’Addolorata, distante un paio di chilometri, e da lì muove in processione alla volta del santuario, dove alle 18 si celebra la messa. Con le medesime modalità si celebra anche la festa dell’8 settembre, Natività di Maria, cui era dedicato l’oratorio che sorgeva accanto a quello del Cristo.

Visite: il santuario è aperto per la santa messa ogni domenica pomeriggio, ma è frequentato anche la sera del primo giovedì di ogni mese.

 

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