“Gli ultimi”, ricordi di bambini della Grande Guerra raccolti da Andrea Benato

I racconti dei testimoni italiani ancora viventi negli anni Duemila

“Nel 2008 mi posi la domanda: a oltre un secolo dalla fine della Grande Guerra, ci sono ancora testimoni oculari in vita? La risposta era sì: c’erano i bambini di allora, ormai ultracentenari, che ancora ricordavano l’angoscia per l’inizio della guerra, i dibattiti in famiglia tra interventisti e neutralisti, i primi aerei di legno, il profugato, l’invasione austro-tedesca, le esecuzioni sommarie, il rapporto con i soldati, l’arrivo degli Alleati, la fine dell’Impero asburgico e molto altro. Negli ultimi anni siamo andati alla ricerca di centenari come di perle rare, custodi viventi di un tempo che pensavamo ormai consegnato ai libri di storia”.

Paese per paese, Andrea Benato ha intrapreso assieme ad alcuni collaboratori un viaggio nel tempo e nella memoria per raccogliere quanto ancora non era stato narrato. Stupendosi di ritrovare ancora molte persone non solo in esistenza, ma ancora con la mente lucida e il ricordo vivo e preciso di fatti, sentimenti, emozioni provate da bambini per quel conflitto misterioso che aleggiava su di loro come un’ombra, e che non capivano o di cui, a volte, nemmeno si rendevano ben conto. Era quotidianità per loro che altra esperienza di vita non avevano ancora avuto.

Il libro, introdotto da una prefazione di Alberto Di Gilio, è quanto mai variegato, trattando sia del periodo prebellico, sia di fenomeni ancora poco conosciuti agli italiani come il profumato. Non solo, il volume affronta la guerra dal punto di vista anche di chi ora è italiano, ma a quel tempo non lo era, essendo nato nei territori considerati “irredenti” come Trento e Trieste, e visse il dramma dalla parte austroungarica, o di chi si trovò a vivere nelle terre invase dagli imperiali dopo Caporetto. Il quale fa naturalmente da cardine del libro, da svolta che porta velocemente verso la fine, anch’essa simbiosi di gioia e tragicità, terminando con qualche accenno a un altro periodo spesso obliato, quello dei primi pesi post-conflitto.

Il volume si incentra sulle testimonianze, ripostate tali e quali, registrate su supporto audio o video e trascritte; minuzioso il lavoro di contestualizzazione fatto da Benato, che ricostruisce vicende e offre chiavi di interpretazione, soprattutto dove i ricordi sembrano talvolta incespicare e confondere fatti e date. Ma sono, e questa è forse la cosa più importante di tutte, “gli ultimi” ricordi che si siano potuti raccogliere, e in maniera organica, da persone spesso stanche di narrarli, ma non di vivere: voci ancora squillanti che si possono ritrovare nei video che parallelamente Benato sta realizzando dove, con l’aiuto di comparse e figuranti in costume, prova anche a fare rivivere alcuni episodi. Un patrimonio di umanità che ora non andrò disperso.

Andrea Benato
Gli Ultimi
Tracciati editore, 2020
Euro 18,00, pag. 304

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