Ca-di-Mezzo+Aree-AFI

Due progetti d’eccezione: fitodepurazione a Ca’ di Mezzo e aree forestali di infiltrazione nella pedemontana vicentina

Tra le molte attività quotidianamente realizzate dai consorzi di bonifica del Veneto – la regione che conta il 70 % di tutti gli impianti idrovori italoiani, tanto per fare capire la sua fragilità dal punto di vista idraulico) – vi sono anche alcuni progetti d’eccezione e all’avanguardia. Ne vogliamo citare due in particolare, portati avanti da due diversi enti e in zone lontane tra loro.
Ca' di Mezzo
Area umida di Ca’ di Mezzo

Il primo è un progetto di fitodepurazione: è l’area umida di Ca’ di Mezzo, in provincia di Padova, incaricata di depurare le acque di un corso d’acqua che sfocia in laguna, il canale Altipiano. A realizzarlo è il Consorzio di bonifica Adige euganeo. L’area interessata si trova a est di Santa Margherita, frazione del Comune di Codevigo nota anche perché vi sorge un imponente impianto idrovoro ottocentesco (oggi sede di un museo delle idrovore), ai piedi dell’argine destro del Bacchiglione, tra il fiume e il canal Morto. Questo importante bacino idrico fu realizzato nel 2000 dal Consorzio di Bonifica Adige Bacchiglione (oggi Adige-Euganeo) e occupa circa 30 ettari di terreno, un tempo agricolo: fu la prima e la più grande area di fitodepurazione nel suo genere costruita in italia, oggetto di studio a livello mondiale. Ha lo scopo di ridurre la quantità di nutrienti che entrano nell’area lagunare attraverso il canale Altipiano. La fitodepurazione è un procedimento di depurazione naturale delle acque, viene utilizzata come pianta la canna palustre. Si calcola che abbia la capacità di togliere circa la metà dell’azoto, del fosforo e dei solidi sospesi. L’area  è diventata in breve una zona umida di interesse anche naturalistico, in quanto oggi ospita numerose specie di uccelli, tra cui l’airone rosso, il cormorano, il falco di palude e molte altre. È possibile visitarla contattando il Consorzio di bonifica Adige-Euganeo,  tel. 0429 601563, oppure Legambiente Saccisica, www.legambientepiove.it. Durante l’anno sono organizzata varie giornate di visita aperte al pubblico.

Area-AFI
Area forestale di infiltrazione AFI

Il secondo progetto, finanziato con i fondi europei del programma LIFE+, si occupa della ricarica delle falde acquifere tramite una tecnica innovativa: le aree forestali di infiltrazione (AFI). Protagonisti sono già alcuni siti distribuiti lungo la pedemontana vicentina, a monte della linea delle risorgive, tra Bassano del Grappa e Cittadella. Ad occuparsene è il Consorzio di bonifica Brenta, che ha sede a Cittadella. La prima iniziativa di ricarica della falda con la tecnica AFI fu avviata a Schiavon una decina di anni fa: oggi il Consorzio ha all’attivo dieci aree di questo tipo, di norma terreni agricoli presi in gestione con l’accordo dei proprietari, per circda 10 ettari. I terreni vengono attrezzati con canali disperdenti e piantumazioni laterali, in modo da coniugare la valenza idraulica della ricarica (attiva in media 200 giorni l’anno) e quella ambientale, ovvero la forestazione, la fitodepurazione, la produzione di biomassa legnosa e così via. Si stima che oggi vengano infiltrari in falda circa 10 milioni di metri cubi d’acqua all’anno (50 litri al secondo per ettaro): acqua che va a reintegrare le falde acquifere che alimentano le preziose risorgive della pianura tra Vicenza e Treviso, ridottesi di molto in questi ultimi decenni a causa anche dell’eccessivo sfruttamento da parte dell’uomo, per alimentare gli acquedotti ma non solo. Due di queste aree sono state realizzater nell’ambito del progetto LIFE + denominato TRUST, che nel 2012 ha avuto dall’Unione europea il riconoscimento come uno dei progetti “best of the best”; altre quattro sono state attuate nell’ambito del progetto LIFE+ AQUOR. Il Consorzio spera di poter arrivare, con l’aiuto della Regione Veneto, ad un centinaio di ettari di aree AFI che potrebbero garantire una infiltrazione d’acqua tale da garantire il pareggio con i prelievi acquedottistici.

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